Lavarsi spesso le mani è necessario, ma ha un costo per la pelle: il film idrolipidico si deteriora, compaiono secchezza, arrossamenti e fissurazioni che, paradossalmente, aumentano il rischio di infezioni. Acqua calda o fredda, detergenti aggressivi, gel alcolici: cosa fa davvero la differenza e come idratare correttamente le mani senza smettere di lavarle.
Indice
Introduzione
Lavarsi le mani frequentemente è essenziale se si desidera prevenire la diffusione di virus e batteri (o, nel caso in cui l’acqua non fosse disponibile, l’utilizzo di un disinfettante a base alcolica). Ma anche l'acqua del rubinetto e alcuni prodotti possono impoverire il naturale film idrolipidico, predisponendo all'insorgenza di fenomeni irritativi, arrossamenti, disidratazione e pelle secca, rischiando anche di aggravare patologie cutanee preesistenti come l’eczema. Fatto salvo che è indispensabile continuare a seguire scrupolosamente questa norma igienica (soprattutto in questo periodo per contenere la pandemia e, quindi, il rischio di contagio) è però possibile ridurre al minimo il fastidio della pelle screpolata seguendo le opportune indicazioni.
Quindi, come trattare e riparare le mani danneggiate causate da lavaggi frequenti?
Meglio l’acqua calda o fredda?
Ai fini del corretto lavaggio delle mani, non ha importanza usare acqua calda o fredda.
La temperatura dell’acqua non incide sulla qualità del lavaggio poiché è stato dimostrato che sia l’acqua calda che l’acqua fredda hanno simile attività antibatterica. L’acqua troppo calda secca la pelle e aggrava la secchezza, aumentando il livello di sensibilità e rimuovendo lo strato di grassi che protegge la cute. Al contrario, l’acqua tiepida ha un effetto molto meno essiccante e ha il vantaggio di stringere i vasi.
Detergenti
Uno dei problemi maggiori per gli operatori sanitari, infatti, è che il lavaggio frequente con acqua e sapone tende a fissurare le mani, soprattutto se il sapone usato è irritante; il potere irritante dei detergenti viene mitigato se nella formulazione dello stesso sono presenti tensioattivi delicati (i cosiddetti saponi-non saponi).
I detergenti proprio per l’azione di pulizia che esercitano tendono a denaturare le proteine dello strato corneo, modificando i lipidi intercellulari, riducendo l’adesione dei corneociti e la capacità di trattenere acqua da parte dello strato corneo, ecco perché il lavaggio frequente secca le mani.
Soluzioni idroalcoliche
L’uso di prodotti a base alcolica con emollienti, può in parte ridurre questo fenomeno, per questo il loro uso è raccomandato se le mani non sono visibilmente sporche e non è disponibile nelle immediate vicinanze un lavandino, l’acqua e il sapone.
La maggior parte degli antisettici per le mani a base di alcool contiene isopropanolo, etanolo, n-propanolo, o una combinazione di due di queste molecole. Le soluzioni alcoliche più efficaci sono quelle che contengono il 60-80% di alcool e concentrazioni più elevate si dimostrano meno potenti, in quanto le proteine non vengono denaturate altrettanto facilmente in assenza di acqua. In alcuni prodotti vi è una percentuale del titolo alcolico inferiore al 60-80%, ma la riduzione del titolo alcolico viene compensata dall’aggiunta, in concentrazioni opportune, di un altro agente antisettico, per esempio la Cloramina-T, un composto che libera cloro esattamente come la candeggina.
È fondamentale mantenere l’integrità della cute delle mani perché se sono fissurate è minore l’aderenza al lavaggio perché lavarle procura dolore.
Pericoli connessi alla fissurazione delle mani
La cute secca può facilmente andare incontro ad arrossamenti e fissurazioni che consentono a batteri e virus di entrare, provocando infezioni. L’esempio più classico è quello della notevole secchezza che si riscontra nella dermatite atopica che è infatti caratterizzata da infiammazione, piccole ferite e maggior predisposizione alle infezioni.
Anche l’asciugatura delle mani ha un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità della cute delle mani: l’ideale è usare un asciugamano personale, tamponando anziché strofinando, da cambiare spesso o usando carta distribuita da un dispenser monouso. In ogni caso se il lavaggio è effettuato spesso è fondamentale applicare almeno 3/4 volte al giorno una crema per le mani.
Come idratare correttamente le mani
Per contrastare la secchezza e ripristinare la componente lipidica sono indicate creme idratanti che proteggono e riparano la barriera cutanea. Le creme rappresentano il principale prodotto cosmetico impiegato per combattere il fenomeno delle mani screpolate. A tale scopo, la preferenza va rivolta verso le formulazioni contenenti glicerina, acido ialuronico, sorbitolo, pectine, mucillagini e proteine della seta, ingredienti specifici in grado di prevenire e contrastare le screpolature su più fronti.
Idealmente, le creme per le mani screpolate dovrebbero assorbirsi velocemente per evitare che l'untuosità residua ostacoli i movimenti e le normali azioni quotidiane e dovrebbero essere massaggiate sulle mani più volte al giorno, soprattutto prima di coricarsi per il riposo notturno. Da scartare le creme troppo profumate: i profumi possono infatti irritare la pelle o, nel peggiore dei casi, favorire persino fenomeni allergici.
Non smettere di lavare le mani
Se le mani sono irritate e la pelle è secca, può venire la tentazione di non rispettare la regola dei 30 secondi di lavaggio completo. Mai però come in questo particolare momento di emergenza sanitaria, dove il rischio di contagio è elevatissimo, mantenere degli elevati standard di igiene delle mani è fondamentale e tutto sommato, per quanto fastidioso e doloroso, ritrovarsi con le mani screpolate può davvero essere il minore dei mali.