Lacerazioni cutanee negli anziani: cause e come trattarle
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Negli anziani la pelle si lacera come carta velina: la perdita di coesione tra epidermide, derma e tessuti sottostanti rende anche un gesto quotidiano sufficiente a causare una lacerazione cutanea. Un fenomeno sottostimato — rappresenta il 15% degli accessi al pronto soccorso — di cui si parla poco.
La definizione «persona anziana–persona fragile» tratteggia le piccole, grandi problematiche dell’invecchiamento: i ridotti meccanismi di compenso e di difesa di fatto rendono la persona anziana più vulnerabile. Anche la pelle non sfugge a questo principio. Anzi, incarna concretamente il significato di “fragilità”. Basta il più banale, quotidiano dei gesti ed ecco che la pelle si taglia come carta velina… La conseguenza è una Lacerazione Cutanea (LC), una lesione frequente fra gli anziani, ma di cui si parla poco.
È stato stimato che le lesioni cutanee, incluse le lacerazioni, rappresentano il 15% degli accessi al Pronto Soccorso. E secondo l’esperienza di alcuni autori si tratterebbe comunque di una stima parziale, dato che spesso i pazienti non vanno al Pronto Soccorso reputando una LC solo “una ferita minore”.
Una LC può essere definita come l’interruzione della continuità dei tessuti di rivestimento, il cui risultato è una lesione recente caratterizzata dal tipico lembo di forma triangolare. Le LC si riscontrano con particolare frequenza nei soggetti anziani, in quanto le modificazioni che avvengono a carico della cute – in particolar modo, la perdita di coesione fra epidermide, derma e tessuti sottocutanei – fanno sì che anche una minima forza meccanica sia in grado di provocare lo strappamento della pelle, inducendone la lacerazione.
Le forze contusive possono esercitare sui tessuti un’azione di trazione (o strappamento) e\o schiacciamento; le caratteristiche generali delle LC possono essere così sintetizzate:
Quando in seguito a una LC i tessuti si strappano in lembi, i vasi sanguigni vengono recisi e l’apporto di sangue interrotto, rendendo la cute ischemica. I tessuti possono essere contusi e in breve diventare edematosi. Dopo il sanguinamento iniziale, che può essere anche molto abbondante, segue la produzione di una moderata quantità di essudato sieroso per circa tre giorni. Le sedi di localizzazione più frequenti sono gli arti superiori (mani e braccia) e inferiori (area pretibiale); tuttavia sono a rischio anche altre zone, come sacro e glutei.
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