La relazione tra acne e sonno è bidirezionale: la privazione del sonno altera il microbiota cutaneo, aumenta il cortisolo e stimola la produzione di sebo; l'acne, a sua volta, peggiora lo stress psicologico e disturba il riposo. Un circolo vizioso con implicazioni biochimiche, ormonali e psicologiche documentate — particolarmente rilevante negli adolescenti, dove il legame con depressione e disagio sociale è significativo.
Indice
Introduzione
Le alterazioni dell’equilibrio del sonno generano ripercussioni sullo stato di salute e benessere dell’organismo. Sono numerose le patologie che interferiscono con la qualità del riposo notturno: dal diabete alle malattie psichiatriche, fino all’ipertensione.
Recenti studi hanno mostrato come anche molti disturbi dermatologici abbiano un ruolo nella penalizzazione dell’equilibrio del sonno. La relazione che lega questi due aspetti non è ancora chiara. Quelle che potrebbero essere sia cause che conseguenze di alcune alterazioni della pelle sono rappresentate dalla riduzione della durata del sonno, dall’alterazione della latenza e dall’insonnia.
La prima malattia dermatologica ad essere studiata in maniera consistente per i suoi legami con il riposo notturno è stata la psoriasi. Gli studi condotti hanno permesso di verificare, nelle persone diagnosticate con psoriasi, un’associazione fra la deprivazione di sonno e il peggioramento della sintomatologia.
Successivamente, sono state prese in considerazione altre patologie della pelle altrettanto importanti per diffusione che potrebbero avere un ruolo analogo. Un esempio è rappresentato dall’acne. A questo proposito sono stati realizzati studi nei quali il disturbo è stato valutato mediante l’impiego di indicatori oggettivi quali la Global Acne Grading Scale (GAGS) e il Dermatology Life Quality Index (DLQI).
La pelle durante il sonno
I parametri fisiologici che caratterizzano la pelle, com’è noto, non assumono valore costante, ma variano in funzione del momento della giornata, sotto l’influenza di ormoni e altre molecole coinvolte nella regolazione dei ritmi circadiani.
Allo stesso modo, anche la progressione dei fenomeni correlati all’invecchiamento cutaneo non è uguale per tutti gli individui. Ad esempio, è più rapida nelle persone soggette ad un maggior stress ossidativo a causa del mancato riposo. Un aspetto, questo, che è possibile verificare nei soggetti affetti da apnea notturna ostruttiva.
La riduzione del numero di ore di sonno provoca un peggioramento nel grado di idratazione della pelle e nei suoi parametri di compattezza ed elasticità, che si manifesta con un aumento della produzione di sebo ed un’accelerazione della comparsa di rughe. Questi effetti sono dovuti principalmente ad un’interferenza degli stressor esogeni con la composizione, e conseguentemente con l’integrità, della barriera cutanea.
Di recente è stata anche presa in esame la composizione del microbiota della pelle del viso, che risulta alterata nelle persone che dormono abitualmente poco. Questa condizione di disbiosi potrebbe contribuire ad esasperare gli eventi scatenanti la comparsa dell’eruzione acneica.
Acne e insonnia: quale la causa, quale l’effetto?
L’acne è una patologia dovuta a un’infiammazione cronica degli elementi pilosebacei della pelle accompagnata dalla presenza di papule, pustole e cisti.
Il fatto che fra le persone affette da tale patologia l’incidenza dei disturbi del sonno sia più elevata rispetto alla popolazione generale giustifica l’interesse per l’approfondimento di potenziali legami fra questi due aspetti.
In effetti, uno studio francese del 2015 ha prodotto evidenze a sostegno della correlazione fra la stanchezza al risveglio e la riacutizzazione della sintomatologia acneica.
Questa ed altre ricerche hanno messo in luce l’esistenza di un legame senza tuttavia chiarire quale sia la causa e quale l’effetto. Gli studi che sono stati condotti in tempi più recenti sembrano portare a stabilire che fra alterazioni del sonno e acne ci sia in realtà una relazione bidirezionale: entrambi sono sia causa che effetto l’uno dell’altro.
Un circuito vizioso che peggiora i sintomi
L’associazione fra acne e deprivazione di sonno è, dunque, complessa e coinvolge meccanismi biochimici afferenti a più ambiti.
In generale, lo stress dovuto alla mancanza di sonno causa una perturbazione dell’attività dell’asse adrenergico-pituitario-ipotalamico, che porta ad un aumento nella concentrazione plasmatica degli ormoni correlati alla risposta adattativa.
Uno dei meccanismi patogenetici attraverso i quali lo stress agisce scatenando la sintomatologia acneica nei pazienti è rappresentato proprio dall’aumento della secrezione di sebo stimolato dai livelli anomali di cortisolo. Dall’altro lato, il peggioramento delle manifestazioni cutanee agisce esso stesso come fattore di aggravamento dell’intensità dello stress psicologico.
Dunque, nelle persone che soffrono di acne si stabilisce un pattern vizioso che diventa difficile interrompere.
Altri fattori potenzialmente coinvolti
In questo già complesso contesto, si innestano probabilmente altri parametri.
Uno fra questi, è il Body Mass Index, citato in alcuni studi recenti come potenziale fattore di rischio per lo sviluppo dell’acne e di alterazioni del ciclo del sonno.
Una ricerca cinese da poco pubblicata, ad esempio, mette in relazione la riduzione del numero delle ore di sonno con il sovrappeso negli adolescenti. L’apporto eccessivo di zuccheri, dall’altro lato, è correlato ad un aumentato rilascio di insulina, una sostanza che potenzia l’azione degli androgeni e aumenta i livelli di IGF-1.
Questi eventi contribuiscono alla comparsa della sintomatologia acneica attraverso la stimolazione della secrezione di sebo. Tali presupposti hanno suggerito l’esistenza di una possibile triade sovrappeso-insonnia-acne, ma questa ipotesi è stata sconfessata da uno studio pubblicato nel settembre del 2021.
Acne e disturbi mentali: il focus sugli adolescenti
Estendendo lo scenario di osservazione alle alterazioni psicologiche associate all’acne, risulta interessante analizzare ciò che succede nella popolazione giovane.
In uno studio pubblicato nel 2011 sono stati esaminati aspetti specifici come le fantasie suicide e, più in generale, i problemi di salute mentale e svantaggio sociale in un gruppo di giovani di 18 e 19 anni affetti da acne.
L’acne è un disturbo relativamente diffuso, anche se con diversi gradi di severità, nell’adolescenza. Si stima che interessi dal 10 al 20% dei giovani in questa fascia di età. I dati dicono anche che quasi un adolescente su 4 con acne evidente ha sperimentato pensieri suicidi. Sempre un giovane su 4 è affetto da problemi di salute mentale.
Il fatto che anche l’incidenza di sintomi depressivi nei giovani con acne sia piuttosto elevata potrebbe sottendere una relazione significativa, legittimata anche dal fatto che fra tale patologia interferisce con l’interazione sociale e con la costruzione dell’immagine di sé.
Le ricerche in questo ambito hanno portato a ipotizzare, in passato, un collegamento fra la terapia con isotretinoina e l’aumento della frequenza di depressione, fantasie suicide e suicidio, ma tale correlazione sembra essere stata sconfessata da una serie di osservazioni sperimentali. Appare piuttosto che siano i problemi psicosociali a causare stress e che sia questo a peggiorare l’acne, attraverso percorsi biochimici neuroimmunologici rinforzati dalla frequentazione di ambienti potenzialmente ostili come i social network e dall’incapacità di ricercare informazioni sulla salute presso fonti appropriate.
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