Brufoli e sonno: perché dormire poco si vede sulla pelle
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Immagine generata con intelligenza artificiale
Dormire poco si vede sulla pelle: più sebo, meno idratazione, più imperfezioni. E una pelle impura rende il sonno più leggero, così il giro riparte la notte dopo. Cosa cambiare la sera.
Le alterazioni dell’equilibrio del sonno generano ripercussioni sullo stato di salute e benessere dell’organismo. Sono numerose le patologie che interferiscono con la qualità del riposo notturno: dal diabete alle malattie psichiatriche, fino all’ipertensione.
Recenti studi hanno mostrato come anche molti disturbi dermatologici abbiano un ruolo nella penalizzazione dell’equilibrio del sonno. La relazione che lega questi due aspetti non è ancora chiara. Quelle che potrebbero essere sia cause che conseguenze di alcune alterazioni della pelle sono rappresentate dalla riduzione della durata del sonno, dall’alterazione della latenza e dall’insonnia.
Il legame fra pelle e sonno è stato studiato prima su altre condizioni della pelle, e poi sulla pelle grassa e impura.
Da lì lo stesso tipo di studi si è spostato sulla pelle grassa e impura, che riguarda molte più persone. A questo proposito sono stati realizzati studi nei quali il disturbo è stato valutato mediante l’impiego di indicatori oggettivi quali la Global Acne Grading Scale (GAGS) e il Dermatology Life Quality Index (DLQI).
I parametri fisiologici che caratterizzano la pelle, com’è noto, non assumono valore costante, ma variano in funzione del momento della giornata, sotto l’influenza di ormoni e altre molecole coinvolte nella regolazione dei ritmi circadiani.
Allo stesso modo, anche la progressione dei fenomeni correlati all’invecchiamento cutaneo non è uguale per tutti gli individui. Ad esempio, è più rapida nelle persone soggette ad un maggior stress ossidativo a causa del mancato riposo. Un aspetto, questo, che è possibile verificare nei soggetti affetti da apnea notturna ostruttiva.
La riduzione del numero di ore di sonno provoca un peggioramento nel grado di idratazione della pelle e nei suoi parametri di compattezza ed elasticità, che si manifesta con un aumento della produzione di sebo ed un’accelerazione della comparsa di rughe. Questi effetti sono dovuti principalmente ad un’interferenza degli stressor esogeni con la composizione, e conseguentemente con l’integrità, della barriera cutanea.
Di recente è stata anche presa in esame la composizione del microbiota della pelle del viso, che risulta alterata nelle persone che dormono abitualmente poco. Questa condizione di disbiosi potrebbe contribuire ad esasperare gli eventi scatenanti la comparsa dell’eruzione acneica.
I brufoli nascono dove il pelo e la ghiandola che produce il sebo lavorano insieme, quello che i dermatologi chiamano unità pilosebacea: quando quel punto si irrita e il sebo resta dentro, compare l'imperfezione.
Chi ha la pelle grassa e impura dorme peggio più spesso di chi non ce l'ha, ed è da lì che è partito l'interesse per il legame fra le due cose. Uno studio francese del 2015 ha trovato un legame fra la stanchezza al risveglio e i periodi in cui la pelle peggiora (Misery et al., 2015).
Queste ricerche hanno trovato un legame senza chiarire quale sia la causa e quale l'effetto. Gli studi del 2019 e del 2021 vanno verso una relazione nei due sensi fra sonno disturbato e pelle impura: entrambi sono sia causa che effetto l’uno dell’altro.
Il legame fra pelle impura e sonno corto passa da quello che succede nel corpo, non dalla sola stanchezza. Lo stress dovuto alla mancanza di sonno attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, la via neuroendocrina che porta al rilascio di cortisolo (Smith e Vale, 2006).
Sotto stress il corpo produce più sebo, e il sebo in più è quello che poi resta nei pori. Dall’altro lato, il peggioramento delle manifestazioni cutanee agisce esso stesso come fattore di aggravamento dell’intensità dello stress psicologico.
Così il giro si chiude: la pelle peggiora, si dorme peggio, e il giorno dopo si riparte da lì.
In questo già complesso contesto, si innestano probabilmente altri parametri.
Uno di questi è BMI (Body Mass Index), ossia il peso corporeo in rapporto all'altezza, che alcuni studi indicano fra i fattori legati sia alla pelle impura sia al sonno disturbato.
Una ricerca cinese da poco pubblicata, ad esempio, mette in relazione la riduzione del numero delle ore di sonno con il sovrappeso negli adolescenti. L’apporto eccessivo di zuccheri, dall’altro lato, è correlato ad un aumentato rilascio di insulina, una sostanza che potenzia l’azione degli androgeni e aumenta i livelli di IGF-1.
Questi eventi contribuiscono alla comparsa della sintomatologia acneica attraverso la stimolazione della secrezione di sebo. Tali presupposti hanno suggerito l’esistenza di una possibile triade sovrappeso-insonnia-acne, ma questa ipotesi è stata sconfessata da uno studio pubblicato nel settembre del 2021.
Lavare il viso prima di dormire è il gesto che chiude la giornata e toglie dalla pelle quello che ci si è depositato sopra.
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Se la pelle peggiora invece di migliorare, se i segni restano sempre negli stessi punti, se compaiono zone dolorose o calde, o se la cura quotidiana non cambia niente dopo qualche settimana, è il momento di un parere del dermatologo.
Chi dorme poco tende ad avere la pelle più impura. Le notti corte portano frequentemente ad una maggiore produzione di sebo, ad una idratazione della pelle inferiore e ad una barriera cutanea più compromessa: in quelle condizioni le imperfezioni compaiono più facilmente. Il sonno è uno dei fattori che, insieme a detersione, nutrizione e gestione dello stress, maggiormente contribuisce a migliorare o compromettere l'aspetto della pelle.
Lo stress attiva l'asse che collega ipotalamo, ipofisi e surrene, la via che porta al rilascio di cortisolo (Smith e Vale, 2006). Le ghiandole sebacee rispondono agli ormoni aumentando la produzione di sebo, che resta trattenuto nell'unità pilosebacea. Il peggioramento visibile della pelle alimenta a sua volta lo stress, e le revisioni descrivono un legame nei due sensi (Samaniego et al., 2025).
Per la pelle grassa e impura due detersioni al giorno sono sufficienti, mattina e sera, con acqua tiepida e un detergente che rispetti il pH cutaneo, come Dermcit Detergente Attivo. Aumentare la frequenza o la pressione meccanica altera il film idrolipidico e lascia la pelle che tira, con un risultato opposto a quello cercato. Se il viso diventa lucido nel corso della giornata, è preferibile tamponare.
La pelle grassa produce più sebo di quanto ne serva e appare lucida, soprattutto su fronte, naso e mento. La pelle impura è quella in cui il sebo resta trattenuto nel follicolo insieme alle cellule desquamate, e compaiono punti neri e brufoli. Le due condizioni spesso coesistono, e si presentano anche separate.
Cambiare la federa con regolarità è una misura di igiene ragionevole, il cui effetto sulle imperfezioni nessuno studio ha quantificato. Sul tessuto si depositano sebo, cellule desquamate e residui dei prodotti applicati la sera, e il viso vi rimane a contatto per diverse ore. Una sostituzione due volte a settimana è sufficiente. Chi applica oli o creme sui capelli può raccoglierli prima di coricarsi.
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